Osservatorio per la valutazione del sistema universitario
Programma di ricerca
Criteri per la valutazione del fabbisogno di spazi per le funzioni universitarie e analisi dei risultati degli interventi di edilizia universitaria
A conclusione dei lavori è stata predisposta una relazione finale


Obiettivi della ricerca

Obiettivo della ricerca è quello di analizzare, con sistematicità, le caratteristiche della spesa per l'edilizia universitaria relativa agli ultimi anni, le modalità del suo finanziamento con risorse pubbliche e private, i criteri di riparto adottati dal Murst e dagli altri finanziatori pubblici, i parametri da utilizzarsi per le valutazioni ex-post degli interventi effettuati, i tempi e i costi di realizzazione degli interventi ed i risultati effettivi degli investimenti. L'indagine, così strutturata, dovrebbe consentire di proporre: a) nuovi criteri per la quantificazione del fabbisogno di infrastrutture edilizie, utilizzabili per il riparto delle risorse, e per la programmazione operativa degli interventi anche alla luce delle esperienze internazionali; b) livelli minimi di disponibilità edilizia necessari per l'attivazione di nuovi servizi universitari promossi dagli atenei statali e legalmente riconosciuti; c) un data-base dinamico che registri i trasferimenti pubblici per l'edilizia universitaria e le superfici disponibili delle università e degli enti per il diritto allo studio universitario in rapporto alle specifiche destinazioni d'uso e che, come tale, possa sostituire le attuali indagini periodiche del Ministero; d) parametri per la valutazione dei risultati da conseguire a seguito degli investimenti in infrastrutture rispetto agli obiettivi del finanziamento pubblico; e) parametri per la quantificazione del fabbisogno, standard realizzativi e criteri di valutazione per le residenze universitarie.
 

Organizzazione della ricerca

I finanziamenti pubblici per l'edilizia universitaria sono stati erogati, negli anni novanta, in base alle seguenti modalità: fondo per l'edilizia universitaria del Murst; leggi speciali per il finanziamento di interventi di carattere straordinario e per singole università di recente istituzione; leggi speciali per la copertura degli oneri per mutui contratti dalle università; finanziamenti comunitari per il Mezzogiorno; finanziamenti Cipe per il Mezzogiorno; finanziamenti del Ministero dei lavori pubblici.
Per il riparto del "Fondo per l'edilizia universitaria", il Ministero dell'università utilizza, da molti anni, una procedura di calcolo del fabbisogno messa a punto, nel 1977, dal Comitato centrale istituito dalla legge n. 50/76. Tale procedura è basata sulla quantificazione dell'indice di carenza di superficie di ciascun ateneo, alla cui determinazione concorrono il "numero degli studenti" (fattore studenti), il "peso dell'università in ambito regionale" (fattore territoriale), il "peso della ricerca" espresso dal numero del personale docente e non docente (fattore personale d./nd.), il "peso degli studenti in rapporto alla popolazione del Comune" (fattore territoriale comunale). Una metodologia alternativa fu sviluppata, agli inizi degli anni ottanta, dal Censis con la partecipazione attiva del Ministero e di ricercatori del Dipartimento di processi e metodi della produzione edilizia di Firenze, allora diretto dal prof. Pierluigi Spadolini, dando luogo ad un modello interattivo la cui utilizzazione avrebbe comportato, però, un rilevante impegno di risorse ed una complessa organizzazione per la rilevazione sistematica di dati sui modelli d'uso delle singole strutture universitarie. Numerose altre ricerche sono state sviluppate in diversi atenei per l'analisi della domanda e per la quantificazione dei fabbisogni specifici di ciascuna sede o di specifici programmi di intervento. Solo di recente il Ministero ha affinato la procedura di rilevazione sistematica dei dati con un livello di disarticolazione degli stessi tale da consentire l'impiego di modelli previsionali più sofisticati ed attendibili. A ciò dovrebbe contribuire positivamente la prevista attivazione del nuovo sistema SIU, per effetto della convenzione Murst-Istat. La distribuzione delle risorse delle altre tipologie di finanziamento è stata invece legata alle specifiche modalità previste dalle leggi speciali e dalla normativa comunitaria. Negli ultimi anni, infine, le università hanno sviluppato la propria capacità di autofinanziamento degli investimenti in edilizia attraverso anticipazioni dal proprio conto di tesoreria (automutui), mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti ed altre aziende ed istituti di credito. Nell'abito dei fondi assegnati dal Murst alle Scuole superiori "Normale" e "S.Anna" di Pisa e alle università della Calabria e di Trento sono stati destinate risorse per la realizzazione di strutture residenziali mentre le regioni hanno finanziato, attraverso la destinazione di quote dei fondi per l'edilizia popolare e residenziale, la costruzione di residenze universitarie presso gli enti regionali per il diritto allo studio universitario (art. 18 della legge n. 390/91). Alla analisi ex-ante del fabbisogno standard di investimenti in edilizia universitaria ed infrastrutture non è seguita, salve limitate eccezioni, alcuna valutazione sistematica dei tempi, delle modalità e dei risultati della spesa, con la conseguente difficoltà di esprimere valutazioni di merito sulla efficacia della spesa pubblica e di tenere conto di tali variazioni nelle successive distribuzioni di risorse.
 

Composizione del gruppo di ricerca

Il gruppo di ricerca incaricato di sviluppare l'indagine sarà così composto:

Il gruppo di ricerca si avvarrà di una struttura operativa composta da ricercatori ed esperti, già precedentemente impegnati in attività di ricerca e/o elaborazione dati sull'edilizia universitaria:
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aggiornamento: 27/4/99