Osservatorio per la valutazione del sistema universitario

Programma di ricerca
I costi di mantenimento agli studi universitari

Premessa

Il DPCM del 13 aprile 1994 invitava le Regioni ad effettuare "indagini per la individuazione dei costi di mantenimento agli studi per le diverse categorie di studenti nelle diverse città''. Queste indagini avrebbero dovuto permettere alle Regioni di "diversificare gli importi [delle borse di studio] sia in ragione delle condizioni degli studenti, che dei livelli di spesa necessari nelle diverse parti del Paese''.A seguito di questa indicazione sono stati compiuti degli studi in alcune regioni italiane, in particolare in Lombardia [1] e Toscana [2], svolti con differenti metodologie di stima dei costi. Nonostante l'indubbio interesse di queste ricerche, mancano a tutt'oggi stime sui costi di mantenimento agli studi universitari comparabili per l'intero territorio nazionale che permettano una valutazione dei differenziali negli aiuti monetari a livello regionale, nonché di determinare a livello nazionale gli importi minimi delle diverse tipologie di borse.La presente proposta d'attività di ricerca vuole pertanto colmare questo vuoto informativo, utilizzando una metodologia di stima dei costi omogenea per alcune sedi universitarie con differenti caratteristiche, fornendo altresì indicazioni utili per la ridefinizione degli strumenti a supporto del diritto allo studio universitario.

Obiettivi della ricerca

Con questa ricerca ci si propone in modo specifico di:
- effettuare un'indagine sui costi di mantenimento agli studi universitari, tramite un questionario strutturato sottoposto telefonicamente ad un campione di studenti beneficiari o idonei di interventi a sostegno del diritto allo studio universitario che frequentano sedi di studio localizzate al nord, al centro ed al sud d'Italia;
- integrare i risultati ottenuti con l'indagine campionaria utilizzando fonti informative indirette riguardanti  le voci di spesa che meno si prestano ad un'indagine diretta presso gli studenti;
- procedere ad uno studio sui costi ammissibili nel caso di soggiorni di studio nei paesi dell'Unione Europea;
- integrare i  risultati ottenuti con le precedenti tre linee d'indagine, fornendo così delle stime dei costi di mantenimento comparabili per diverse aree del paese e diverse tipologie di studenti.
La ricerca comprenderà inoltre un'analisi di possibili alternative allo strumento della borsa di studio derivanti dalla prospettata riorganizzazione degli studi universitari. In particolare, verrà esaminato, anche in relazione a significative esperienze internazionali, il motivo del ridotto successo dei prestiti d'onore e studiata una proposta di rimodulazione a beneficio di studenti che abbiano già ottenuto un titolo di studio di primo livello. Inoltre si tenderà a verificare l’interesse degli studenti per una eventuale formula d’intervento mista, sulla base di alcuni significativi esempi internazionali, nella quale l’intervento finanziario a favore degli studenti è in parte a fondo perduto (borsa) ed in parte rimborsabile (prestito).
Al termine del lavoro verrà prediposto un rapporto finale che sintetizzi il percorso di ricerca effettuato ed i principali risultati raggiunti.

Metodologia della ricerca

Come risulta dagli studi prima citati, quando si voglia fornire stime sui costi per gli studi universitari finalizzate alla determinazione di strumenti di sostegno finanziario, ci si deve domandare quali categorie di studenti interessino devono essere prese in considerazione e quali costi siano a priori ammissibili.Gli studenti che interessano sono quelli che frequentano regolarmente e con successo il corso di studi prescelto; si deve concentrare l'attenzione prevalentemente sulle spese finalizzate in senso lato al raggiungimento degli obiettivi di studio.
Inoltre, appare opportuno identificare non tanto le spese medie sopportate dagli studenti di qualsiasi reddito quanto piuttosto misure che approssimino i costi standard minimi di mantenimento, essendo pacifico che l'obiettivo di politiche pubbliche di diritto allo studio dovrebbe essere quello di fornire una borsa di studio, di importo non superiore al valore minimo efficace,  al massimo numero di beneficiari. Si potrebbe poi analizzare l’esistenza o meno di una possibile correlazione tra livello degli interventi e performance negli studi. In questa prospettiva  nella definizione del campione si dovrebbe tener conto del curriculum degli studenti e degli anni di effettiva istruzione. In sostanza, sarebbe utile verificare se a maggiori costi di mantenimento dichiarati corrispondano o meno migliori risultati in termini di carriera scolastica.Il sottoinsieme di studenti che meglio approssima l'universo teorico di riferimento e per i quali è possibile, se non agevole, ricavare le informazioni anagrafiche necessarie per la conduzione di un'indagine campionaria, è l'insieme degli studenti che possiedono i requisiti di reddito e merito richiesti dalle normative vigenti sul diritto allo studio universitario per ottenere i benefici a concorso (borse di studio, posti alloggi, ecc.) per almeno due anni accademici consecutivi, individuando quindi il sottoinsieme degli studenti beneficiari (o idonei) con performance di carriera ottimali. Inoltre non verranno inseriti nella popolazione di riferimento gli studenti del primo anno che potrebbero fornire indicazioni meno attendibili sulle spese sostenute per minore esperienza della vita universitaria.L'individuazione dell'universo della rilevazione potrebbe pertanto avvenire con la collaborazione degli enti regionali per la gestione del diritto allo studio e/o delle corrispondenti università. A questo fine sarà opportuno coinvolgere anche le amministrazioni regionali in cui abbiano sede le università oggetto d'indagine, per acquisire eventuali suggerimenti relativi ai quesiti del questionario e ad altri elementi specifici d'indagine. In linea generale, per l'individuazione delle sedi universitarie presso le quali effettuare le indagini, si dovrà opportunamente tenere conto della distribuzione geografica, della dimensione dell’ateneo, dell’ampiezza demografica dei comuni in cui sono ubicate; al secondo stadio, gli studenti dovranno essere estratti in relazione alla residenza della famiglia rispetto alla sede universitaria (in sede, fuori sede, pendolari), all’area didattico-culturale (scientifico-tecnologica, sanitaria, ingegneria/architettura, umanistica, giuridico/economica/politica) e ovviamente della condizione di idoneità o fruizione dei benefici DSU per almeno un biennio.Fermo restando che il campione verrà stabilito in fase di predisposizione del progetto esecutivo della ricerca, in via preliminare l'indagine dovrebbe interessare sette sedi universitarie per un campione complessivo di almeno 1750 unità. Le sedi universitarie saranno individuate da parte dell'Osservatorio per la valutazione del sistema universitario (Murst) al momento della formalizzazione dell'incarico all'IReR, sulla base della loro distribuzione geografica, della loro dimensione nonché dell'ampiezza demografica dei comuni in cui sono ubicate.
Sarà esaminata anche la possibilità di utilizzare i risultati di indagini analoghe svolte da non più di un triennio in sedi universitarie diverse da quelle individuate per questa indagine, al fine di verificare l’attendibilità dei risultati campionari e per ottenere eventualmente stime complessive.
Le voci di costo da considerare sono a loro volta un parametro da fissare a priori sulla base delle esperienze di ricerca effettuate e degli orientamenti operativi che possano emergere da un confronto con l'Osservatorio.I metodi d'indagine verranno differenziati a seconda della voce di spesa. Le esperienze prima citate e quella condotta a Pavia [3] hanno permesso di mettere a fuoco i problemi metodologici insiti in un'indagine campionaria volta a ricostruire, con un adeguato grado di precisione, le voci delle spese sostenute da un campione di studenti universitari. E’ risultato evidente che "per certi capitoli di spesa è possibile individuare con esattezza l'ammontare complessivo annuo ad esse destinato, per altri ci si deve accontentare di stime che possono risultare anche largamente imprecise"; mentre in alcuni casi si è in presenza di un "numero limitato e certo di pagamenti, tutti dello stesso ammontare'', in altri "si tratta di un numero di transazioni estremamente elevato, non ricostruibili a posteriori e di importo unitario estremamente variabile''.Pertanto, per le voci caratterizzate da una sufficiente regolarità e frequenza, tali per cui non sussistano eccessivi problemi di memoria, ci si affiderà alle risposte degli intervistati, utilizzando per quanto possibile l'esperienza maturata nello studio relativo alle università toscane [2]. Per  le altre voci di spesa invece ci si affiderà a valutazioni di esperti e dati sulle tariffe dei servizi offerti dalle università, dagli enti di gestione del diritto allo studio e da altri enti pubblici integrate da informazioni sulla frequenza di utilizzo dei servizi.Nel caso infine dei costi di studio all'estero, l'esigua numerosità degli studenti che fruiscono di questa possibilità e la variabilità dei costi difficilmente permettono di derivare stime affidabili applicabili in via generale. Si effettuerà perciò uno studio specifico che integrerà le opinioni di esperti con le testimonianze di un ristretto numero di studenti che abbiano partecipato a programmi quali Socrates o Erasmus.
 

Il percorso di ricerca

Il percorso della ricerca verrà fissato in via definitiva nel progetto esecutivo. Tuttavia, le principali attività di lavoro previste, che dovranno in alcuni casi essere effettuate in parallelo sono:
- Costituzione del gruppo di lavoro, che dovrà integrare le competenze economiche e statistiche richieste dalla ricerca, al quale parteciperà un rappresentante dell’Osservatorio;
- Individuazione delle sedi universitarie, che dovranno essere selezionate, in accordo con l’Osservatorio, sulla base della loro distribuzione geografica, della dimensione dell'ateneo e dell'ampiezza demografica dei comuni in cui sono ubicate, a partire dalle indicazioni preliminari formulate in questo progetto di ricerca;
- Acquisizione delle liste anagrafiche fornite dalle università e dagli enti di gestione del diritto allo studio universitario;
- Predisposizione del piano di campionamento ed estrazione degli studenti da intervistare;
- Predisposizione del questionario di rilevazione;
- Selezione della società, istituto od ente che condurrà la rilevazione campionaria telefonica, effettuerà il caricamento dati e predisporrà le tavole statistiche secondo un piano di tabulazione definito dal gruppo di lavoro;
- Analisi statistica dei dati risultanti dalla indagine campionaria, anche in relazione al successo negli studi da parte degli studenti;
- Rilevazione ed analisi dei dati amministrativi forniti dalle università e dagli enti di gestione nonché da enti pubblici e privati che gestiscono servizi utilizzati dagli studenti universitari;
- Studio specifico sui costi degli studi all'estero;
- Produzione delle stime dei costi di mantenimento tramite l'integrazione delle valutazioni derivanti dalle diverse fonti informative utilizzate;
- Predisposizione di un approfondimento sulla utilizzazione ed utilizzabilità dei prestiti d'onore, anche in relazione alle modificazioni in corso di introduzione nei corsi di studio universitari;
- Predisposizione di una relazione finale che sintetizzi il percorso di ricerca effettuato ed i risultati raggiunti.
 

La ricerca verrà supervisionata da un Comitato Scientifico che includerà due ricercatori indicati dall'IReR e due esperti indicati dall'Osservatorio.
Il gruppo di lavoro dovrebbe includere il dott. Guido Gay, ricercatore a tempo pieno dell'Istituto Regionale di Ricerca della Lombardia; la dott.ssa Maria Francesca Romano, ricercatrice confermata presso il Dipartimento di Matematica dell'Università di Pisa e coordinatrice della citata ricerca sui costi di mantenimento nelle università toscane [2]; il dott. Sergio D'Ambrosio, Direttore dell'ISU di Pavia, esperto di diritto allo studio universitario; un esperto di economica pubblica e finanziaria a cui affidare l'approfondimento sulla revisione dei prestiti d'onore; un ricercatore junior. Il gruppo di lavoro si avvarrà della collaborazione delle regioni e degli Enti per il diritto allo studio delle città universitarie coinvolte nell’indagine, al fine di acquisire le esperienze e le informazioni disponibili, nonché di coinvolgere nell’approntamento della metodologia dell’indagine gli operatori ed esperti del settore.
 


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aggiornamento: 15/3/00