Osservatorio per la valutazione del sistema universitario

Sviluppo e programmazione del sistema universitario
per il triennio 1998-2000
Relazione tecnica dell'Osservatorio
1a parte
Doc 1/99 - gennaio 1999

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INDICE

1. Premessa
2. Lo sviluppo della ricerca universitaria e la creazione di centri di eccellenza (Obiettivo a)
3. Il potenziamento dei sistemi tecnologici e informatici per le attività didattiche e per le biblioteche (Obiettivo b)
4. L’incentivazione del processo di internazionalizzazione (Obiettivo c)
5. La trasformazione degli ISEF in facoltà o corsi di laurea in scienze motorie (Obiettivo d/1a)
6. L’attivazione delle scuole di specializzazione per le professioni legali (Obiettivo d/1b)
7. La riduzione degli squilibri territoriali (Obiettivo e) e il decongestionamento dei mega-atenei (Obiettivo f)
8. La formazione e l’aggiornamento degli insegnanti per la scuola (Obiettivo g)
 
 

Tabelle nel testo

Tabella 1 - Programmazione dello sviluppo universitario 1998-2000: obiettivi, risorse disponibili e compiti dell'Osservatorio
Tabella 2 - Riepilogo delle proposte di istituzione di scuole di specializzazione per le professioni legali
Tabella 3 - Iscritti e laureati della facoltà di giurisprudenza a.a. 1997/98
Tabella 4 - Quadro dell’offerta degli corsi di laurea per la formazione degli insegnanti
Tabella 5 - Quadro dell’offerta delle scuole di specializzazione



1. Premessa

In base all’art. 2, comma 3, lettera d), del DPR 27.1.1998 n. 25 “Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi allo sviluppo e alla programmazione del sistema universitario, nonché ai comitati regionali di coordinamento, a norma dell’art. 20, comma 8, lettere a) e b) della legge 15 marzo 1997, n. 59”, l’Osservatorio è tenuto a predisporre una Relazione tecnica sulle proposte, trasmesse da parte delle università o di altri soggetti pubblici e privati, con riguardo alla congruità tra proposte, obiettivi dichiarati e mezzi indicati, nonché con riferimento agli obiettivi del sistema universitario, che sono definiti da un apposito decreto ministeriale.
Il DM del 6 marzo 1998, “Determinazione degli obiettivi del sistema universitario per il triennio 1998-2000”, specifica, al comma 1, tali obiettivi per il triennio in oggetto che sono:
a) lo sviluppo della ricerca universitaria, la creazione ed il sostegno dei centri di eccellenza nella ricerca, la realizzazione di necessarie attrezzature ed infrastrutture, l’attivazione di contratti di lavoro per avviare giovani all’attività di ricerca;
b) il potenziamento dei sistemi tecnologici, informatici e di telecomunicazione, di supporto alle attività didattiche, di ricerca e gestionali, la realizzazione della rete telematica nazionale dell’università e della ricerca, l’adeguamento tecnologico, organizzativo e gestionale delle biblioteche e dei musei universitari, il collegamento in rete delle predette biblioteche e la loro integrazione con il sistema bibliotecario nazionale;
c) l’incentivazione del processo di internazionalizzazione con riferimento alla collaborazione interuniversitaria, alla partecipazione ai programmi europei e alle iniziative formative integrate, con particolare riguardo ai dottorati di ricerca;
d) l’attuazione delle disposizioni concernenti il sistema universitario di cui alla legge 15 maggio 1997, n. 127, il consolidamento, la razionalizzazione e la qualificazione degli interventi previsti dai precedenti piani di sviluppo;
e) la riduzione degli squilibri territoriali nello sviluppo del sistema, in particolare tra Centro-Nord e Sud;
f) il decongestionamento dei mega-atenei e gli interventi connessi alla graduale separazione organica di cui alla legge 23 dicembre 1996, n. 662;
g) la formazione e l’aggiornamento degli insegnanti per la scuola, mediante l’attivazione dei corsi di laurea in scienza della formazione primaria e delle scuole di specializzazione di cui alla legge 19 novembre 1990, n. 341;
h) la promozione e il sostegno dell’innovazione didattica, delle attività di orientamento e di tutorato, della diversificazione dell’offerta formativa, dell’adeguamento delle strutture e dei servizi per gli studenti, con particolare riguardo ai laboratori, alle biblioteche e agli spazi di studio, perseguendo, anche tramite corsi a distanza, la contrazione del tasso di abbandono degli studi e dei tempi medi di conseguimento del titolo da parte degli studenti;
i) l’integrazione dell’offerta normativa universitaria con le iniziative di istituzioni scolastiche, regioni, enti locali, imprese nel campo dell’istruzione secondaria superiore, postsecondaria e della formazione continua.

Lo stesso decreto al comma 2 specifica che le risorse finanziarie disponibili per la programmazione 1998-2000 (pari a 360 miliardi di lire) sono ripartite tra i diversi obiettivi nei limiti seguenti:

Come risulta anche da quanto è scritto nei vari articoli del numero di UR dedicato alla programmazione del sistema universitario, il nuovo regolamento è ben strutturato e nel complesso va giudicato positivamente. Purtroppo però vi sono alcuni problemi che rendono la programmazione 1998-2000 di non semplice attuazione e può darsi non sufficientemente incisiva. In primo luogo, il piano di sviluppo ha stabilito troppi obiettivi specifici, soprattutto tenendo conto che le risorse finanziarie che erano disponibili per i tre anni del piano stesso sono certamente modeste. In secondo luogo, onde evitare una non coerente e a volte inadeguata allocazione delle risorse, sarebbe stato bene precisare che nella programmazione dello sviluppo del sistema universitario vi deve essere un piano coordinato di collegamento anche con gli altri interventi previsti attraverso l’attribuzione di altri fondi agli atenei, ad esempio per l’edilizia. In terzo luogo, il tempo utile, per la formulazione delle proposte da parte delle università, per svolgere le valutazioni e arrivare alla scelta del Ministero delle iniziative da attivare, è sicuramente troppo limitato, almeno in questa prima applicazione del regolamento, in quanto presuppone livelli organizzativi che allo stato attuale e di norma non esistono nel sistema universitario italiano.
Per l’attivazione del processo di programmazione, da effettuarsi in base ai due suddetti decreti, il Ministero ha comunque, innanzitutto, fornito alle università le indicazioni sulle modalità di presentazione delle proposte con riguardo ai vari obiettivi, precisando quelli per i quali al momento non erano richieste proposte (lettera del Ministro del 29 aprile 1998). Successivamente, nel mese di ottobre 1998, il Ministero ha precisato all’Osservatorio gli orientamenti che aveva intenzione di seguire nel predisporre i decreti attuativi, nonché le proposte delle università sulle quali l’Osservatorio avrebbe dovuto predisporre la richiesta Relazione e gli obiettivi per i quali doveva suggerire i criteri di giudizio delle iniziative e/o di ripartizione delle risorse.
Nella tabella 1, per ciascuno degli obiettivi previsti dal DM del 6 marzo 1998 sono sinteticamente indicate: le risorse finanziarie ad essi assegnate dal Murst, distinguendo tra quelle a valere una tantum e quelle che, essendo destinate alle spese di personale, si consolideranno, alla fine del triennio, nel Fondo di finanziamento ordinario (FFO); la necessità per le università di presentare o meno apposite proposte per poter concorrere all’ottenimento di una parte delle risorse; i compiti richiesti all’Osservatorio nel predisporre la Relazione tecnica.
Come si rileva, oltre alle proposte delle università riferite ai vari obiettivi, il Ministero ha ricevuto anche proposte per la istituzione di nuove università o istituti di istruzione universitaria non statali, legalmente riconosciuti, con l’autorizzazione al rilascio di titoli aventi valore legale, formulate da parte di soggetti pubblici e privati in base all’art. 2, comma 3, lettera c), del DPR 27.1.1998, n. 25, sulle quali l’Osservatorio è tenuto a predisporre una apposita relazione tecnica (valutazione).
Con riferimento a quanto indicato nella tabella 1 e tenuto conto delle numerosissime proposte pervenute dalle università in particolare per gli obiettivi h) ed i) (oltre 500), l’Osservatorio ha organizzato i propri lavori in fasi successive decidendo di effettuare le valutazioni e di presentare la richiesta Relazione tecnica in tre parti distinte: Occorre rilevare che per gli obiettivi h/1) ed i) la prevista relazione potrà essere fatta adeguatamente soltanto quando saranno stati definiti i cosiddetti decreti d’area con i relativi provvedimenti specifici.

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aggiornamento: 24/2/99