
Ruolo, organizzazione
e attività
dei Nuclei di valutazione
interna delle università
Anno 1997
DOC 10/98 - novembre 1998
Indice
1.I l quadro d'insieme
1.1 I Nuclei
istituiti
1.2 Il ruolo
istituzionale dei Nuclei
1.3 Il contesto
organizzativo
2. Il funzionamento
e l'attività dei nuclei
2.1 Una varietà
di tipologie
2.2 I componenti
dei Nuclei
3. L'analisi delle
relazioni relative al 1996
3.1 Premessa
3.2 Gestione strategica
dell'ateneo
3.3 Didattica
3.4 Ricerca
3.5 Attività amministrativa
3.6 Servizi complementari
3.7 Diritto allo
studio
3.8 Completezza
e qualità delle relazioni annuali dei Nuclei
4. Gli indicatori
della CRUI
4.1 Gli indicatori
della CRUI nelle relazioni 1996
4.2 Un confronto
complessivo tra le relazioni 1995 e le relazioni 1996
Allegati
A - Questionario inviato
ai Nuclei di valutazione delle università statali
B - Relazioni disponibili
ed esaminate, relative agli anni 1994, 1995 e 1996
C - Indicatori CRUI
ordinati per grado di utilizzo nelle relazioni analizzate
D - Indicatori CRUI:
un confronto tra le relazioni 1995 e 1996
E - Elenco delle relazioni
esaminate, relative all'anno 1996
Tabelle*
Tabella 1.1
- Nuclei di valutazione interna istituiti al 31/12/97
Tabella 1.2
- Posizione istituzionale del Nucleo
Tabella 1.3
- Riferimento istituzionale dei Nuclei
Tabella 1.4
- Uffici di supporto e collaboratori dei Nuclei
Tabella 2.1
- Numero di Nuclei per anno di prima costituzione
Tabella 2.2
- Durata del mandato dei Nuclei
Tabella 2.3
- Numero di componenti effettivi
Tabella 2.4
- Designazione e/o elezione dei componenti
Tabella 2.5
- Professione e provenienza dei componenti dei Nuclei
Tabella 2.6
- Professione e provenienza dei presidenti dei Nuclei
Tabella 2.7
- Tipologia di composizione dei Nuclei
Tabella 2.8
- Forme di compenso e loro articolazione
Tabella 2.9
- Numero di riunioni svolte dai Nuclei
Tabella 2.10
- Destinatari dei verbali delle sedute
Tabella 3.1
- Valutazione della gestione strategica dell'ateneo
Tabella 3.2 - Valutazione
dell'attività didattica
Tabella 3.3 - Valutazione
dell'attività di ricerca
Tabella 3.4 - Valutazione
dell'attività amministrativa e di gestione
Tabella 3.5 - Valutazione
dell'offerta di servizi complementari
Tabella 3.6 - Valutazione
degli interventi per il diritto allo studio
Tabella 3.7 - Indice
di completezza delle relazioni 1996 - Risultati per sezione
Tabella 3.8 - Indice
di completezza delle relazioni 1996 - Risultati per fascia
Tabella 3.9 - Indice
di qualità delle relazioni 1996 - Risultati per sezione
Tabella 3.10 - Indice
di qualità delle relazioni 1996 - Risultati per fascia
Tabella 4.1
- Utilizzo degli indicatori nelle relazioni
Tabella 4.2 - Presenza
degli indicatori di contesto della CRUI
Tabella 4.3 - Presenza
degli indicatori sulle risorse della CRUI
Tabella 4.4 - Presenza
degli indicatori sui processi della CRUI
Tabella 4.5 - Presenza
degli indicatori sui prodotti della CRUI
* Ove non espressamente
indicato, i dati fanno riferimento alla situazione al 31/12/1997
o alle relazioni
relative al 1996.
Ad ormai cinque anni
dalla legge 537 del 1993, che istituiva i Nuclei di valutazione interna
delle università, molta strada è stata percorsa: sulla carta, sostanzialmente
tutte le università li hanno istituiti e sicuramente l'attività di molti
di loro comincia ad essere consistente e ad avere una certa "visibilità"
nell'ambito del sistema universitario.
In base alla suddetta
legge, l'Osservatorio deve presentare una relazione annuale sulla valutazione
del sistema universitario italiano elaborata sulla base delle relazioni
predisposte dai Nuclei di valutazione. A questo fine l'Osservatorio ha
ritenuto opportuno di:
a) costituire un database
sulla nascita e organizzazione dei Nuclei da aggiornare attraverso una
apposita rilevazione annuale, in modo da verificare come istituzionalmente
si sta evolvendo il sistema;
b) raccogliere tutte
le relazioni dei Nuclei relative all'ultimo anno disponibile (il 1996 ),
analizzandone approfonditamente il contenuto, per evidenziare le informazioni
e, soprattutto, le valutazioni che esse riportano.
In questa relazione
vengono esposti sinteticamente i risultati di tali rilevazioni ed analisi.
Con riferimento al
primo aspetto, come è noto, una prima rilevazione per ottenere informazioni
relative alla costituzione, alla composizione, al funzionamento e all'attività
svolta dai Nuclei di valutazione interna delle università venne effettuata
alla fine del 1996, i cui risultati furono presentati nell'Incontro Nazionale
sulla valutazione nel sistema universitario svoltosi a Roma il 19 settembre
del 1997 (Osservatorio, Doc 5/97).
Alla fine del 1997
è stata avviata una seconda rilevazione rivolta alle università statali
ed agli istituti superiori con ordinamento speciale, per aggiornare e completare
le informazioni già disponibili. A tal fine è stato utilizzato un questionario,
molto simile a quello inviato alla fine del 1996; le risposte degli atenei
sono arrivate entro la fine del marzo scorso. Numerosi contatti tra la
segreteria dell'Osservatorio e gli atenei hanno permesso di acquisire quasi
tutte le informazioni richieste nel questionario.
Nella prima parte
del documento sono presentati i risultati ottenuti, seguendo in larga misura
la struttura del questionario (allegato A) inviato ai Nuclei e, quando
è possibile, utilizzando le stesse tabelle impiegate nella relazione dell'anno
passato. Il primo capitolo fa riferimento al ruolo assegnato ai Nuclei
dagli atenei, mentre il secondo si occupa del funzionamento e dell'attività
dei Nuclei.
Dall'analisi dei dati
emergono segnali positivi: è proseguito il processo di istituzione dei
Nuclei nelle università; in quasi tutti gli atenei il Nucleo ha pieno accesso
ai documenti dell'amministrazione; in 44 atenei, rispetto ai 34 dell'anno
precedente, il Nucleo di valutazione ha a disposizione un ufficio di supporto.
Il numero dei
componenti dei Nuclei di valutazione risulta molto variabile, da un minimo
di 3 a un massimo di 19, con una media di quasi 6 membri per Nucleo. Per
i due terzi i membri sono docenti universitari, per la maggior parte ordinari.
E' da registrare la presenza di quasi un quarto di membri esterni e anche
di qualche straniero.
Rimane stabile,
rispetto all'anno scorso, il numero medio di riunioni svolte in un anno
dai Nuclei (6,3), ma questo dato mostra una grande variabilità, essendo
compreso da un minimo di 1 riunione ad un massimo di 25.
Il terzo capitolo
del documento analizza in dettaglio il contenuto delle relazioni annuali
predisposte dai Nuclei di valutazione, mentre il quarto capitolo è dedicato
all'utilizzo degli indicatori proposti dalla Conferenza dei Rettori delle
Università Italiane (CRUI).
Per quanto riguarda
l'analisi del contenuto delle relazioni annuali dei Nuclei di valutazione,
la presente indagine è stata basata su un più ampio spettro di argomenti
e su un più elevato grado di dettaglio rispetto all'anno precedente. La
nuova impostazione dell'analisi deriva direttamente dalla griglia di argomenti
che l'Osservatorio ha predisposto quale guida per la stesura delle relazioni
dei Nuclei .
Le relazioni relative
all'anno 1996 disponibili presso l'Osservatorio riguardano 40 istituzioni
universitarie. Dall'analisi sono state escluse le relazioni presentate
dai 4 istituti superiori con ordinamento speciale, in quanto questi ultimi
svolgono attività che non sono del tutto assimilabili a quelle delle università.
Inoltre, sono state escluse 3 relazioni giunte in ritardo rispetto ai tempi
dell'analisi e 2 che non sono state ritenute delle vere e proprie relazioni.
Le relazioni esaminate si sono quindi ridotte a 31, rispetto alle 24 della
rilevazione precedente.
La nuova impostazione
dell'analisi, derivata dalla predisposizione della griglia minima di argomenti,
ha comportato una verifica della presenza nelle relazioni di un elevato
numero (98) di argomenti, per i quali si è anche cercato di assegnare una
valutazione qualitativa sul livello di trattazione.
Gli argomenti presi
in esame sono stati raggruppati in sei sezioni:
a) valutazione della
gestione strategica dell'ateneo;
b) valutazione dell'attività
didattica;
c) valutazione dell'attività
di ricerca;
d) valutazione dell'attività
amministrativa e della gestione di routine;
e) valutazione dell'offerta
di servizi complementari;
f) valutazione degli
interventi per il diritto allo studio.
Complessivamente per
tutte le relazioni esaminate, la percentuale di argomenti trattati in media
è pari al 31,3%, con valori più elevati per le sezioni dedicate all'attività
amministrativa (52,4%), alla didattica (41,9%) e alla ricerca (40%). Le
sezioni più trascurate sono quelle dedicate al diritto allo studio (14,7%),
ai servizi complementari (15,1%) e alla gestione strategica (15,4%).
Una graduatoria degli
atenei è stata ottenuta calcolando un indice di completezza delle relazioni
dei Nuclei, assegnando un punto per ogni argomento trattato. Considerando
questo indice gli atenei si distribuiscono in modo piuttosto uniforme nella
fascia compresa tra il 10 e il 50%, con solo un paio di atenei che presentano
un indice di completezza del 60-70%.
Per l'analisi qualitativa
è stato utilizzato, invece, un indice di qualità basato su una valutazione
soggettiva del contenuto, quantitativo e qualitativo, delle sei sezioni
su cui si è articolata l'analisi. L'indice medio di qualità è pari al 29,4%,
con valori più elevati per le sezioni dedicate alla didattica (48,8%) e
all'attività amministrativa (52,4%). Le sezioni più trascurate sono quelle
dedicate alla gestione strategica (19,4%), ai servizi complementari (12,9%)
e al diritto allo studio (10,5%).
Da un confronto tra
i due indici emerge che l'indice di qualità presenta valori mediamente
meno elevati dell'indice di completezza e che all'aumentare di quest'ultimo
la qualità aumenta più che proporzionalmente.
Il documento si conclude
con una verifica del grado di presenza e dell'utilizzo degli indicatori
di efficienza ed efficacia proposti dalla CRUI nel 1995. In questo campo
si riscontra un progressivo aumento del numero di relazioni che ne fanno
uso e del numero di indicatori utilizzati. Nell'analizzare l'utilizzo degli
indicatori risulta evidente una netta dicotomia tra un insieme di indicatori
che possimo considerare "facili" e i rimanenti evidentemente più "difficili"
da calcolare e da presentare. Tra i "facili" si possono collocare quelli
che derivano da informazioni tradizionalmente già disponibili presso l'amministrazione
degli atenei, quali dati complessivi sugli studenti, sui docenti e sui
bilanci. Meno utilizzate, in generale, sono le informazioni sui prodotti
dell'università, soprattutto per quel che riguarda la qualità dei servizi
offerti.
In conclusione si
può affermare che vi è un progressivo miglioramento delle condizioni in
cui si svolge l'attività dei Nuclei, dell'estensione e della qualità delle
relazioni annuali. Tuttavia non si può non rilevare che l'analisi si è
potuta svolgere solo per una metà circa degli atenei, per i quali è disponibile
una relazione sufficientemente articolata, e che solo un terzo degli argomenti
che ci si aspetta di trovare è effettivamente considerato nelle relazioni
esaminate.
aggiornamento: 17/11/98