
Programma di valutazione
istituzionale delle università
Programma VIU
Doc 10/99, aprile 1999
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Indiceaggiornamento: 7/7/991. Introduzione
2. Alcune esperienze attuate e in corso all’estero e in Italia
3. L’esigenza e gli obiettivi di una valutazione istituzionale in Italia
4. La descrizione del programma di valutazione istituzionale delle università
4.1 La Commissione di valutazione
4.2 I referenti dell’università nell’ambito del programma VIU
4.3 La visita di contatto
4.4 Il rapporto di autovalutazione
4.5 La visita di valutazione
4.6 Il rapporto di valutazione della Commissione di valutazione
4.7 La diffusione dei risultati della valutazioneRiferimenti bibliografici
Tabelle nel testo
Tabella 1 – I sistemi di valutazione dell'istruzione superiore (in particolare dell'università) in alcuni paesi europeiFigure nel testo
Figura 1 - Fasi e tempi del programmaAppendice - Esperienze di valutazione istituzionale
- Francia
- Regno Unito
- Spagna
- Olanda
- Conferenza dei Rettori Europei (CRE) “The CRE Istitutional Quality Evaluation Programme”
- Commissione Europea - Progetto pilota europeo per la valutazione della qualità nell’istruzione superiore - Progetto SOCRATES
- Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) - Progetto CAMPUS
Il sistema universitario italiano è attualmente percorso da un profondo processo di evoluzione segnato, tra l’altro, dal passaggio da un forte accentramento delle funzioni decisionali di controllo e di destinazione dei fondi ad una progressiva ed accentuata autonomia delle istituzioni universitarie.
In questo mutato scenario, imperniato sullo sviluppo del decentramento, delle autonomie e delle responsabilità e sulla necessità di adattare in modo continuo gli scopi e le modalità operative ai mutamenti e ai bisogni diversificati della società, l’attività di valutazione nel (e del) sistema universitario diventa uno strumento strategico di verifica, ex-ante, in itinere e ex-post, della realizzazione degli obiettivi programmati in termini di qualità e quantità dei processi e dei prodotti della formazione, della ricerca e della gestione, con una funzione di garanzia nei riguardi degli utenti e della società nel suo complesso.
È evidente che un’attività di valutazione assume connotazioni diverse a seconda della natura (oggetto) e del livello (macro o micro) dei processi decisionali cui fa riferimento e, quindi, del grado di maggiore o minore generalità del problema affrontato, della criticità del contenuto decisionale e del livello dei soggetti istituzionali che intervengono nella eventuale catena delle scelte e delle decisioni .
Nel sistema universitario italiano, in presenza di tre livelli decisionali distinti, il più elevato di natura politico-strategica e di indirizzo generale (il Ministero), il secondo rappresentato dai singoli atenei e il terzo dalle varie unità operative all'interno di ciascun ateneo (facoltà, corsi di laurea e di diploma, dipartimenti, ecc.), le valutazioni fanno riferimento a obiettivi diversi e sono fatte separatamente dai rispettivi organismi di valutazione per le differenti unità (Osservatorio nazionale, Nuclei di valutazione interna, commissioni o altri "organismi” di valutazione per corsi di laurea e di diploma, per facoltà, ecc.), nel rispetto e nella valorizzazione dell'autonomia. A questo riguardo si distingue, come è noto, tra la valutazione interna (o autovalutazione) svolta da organismi “interni” alle unità (o ai processi) da valutare e la valutazione esterna svolta da organismi “esterni” o non coinvolti nella attività da valutare; naturalmente la valutazione può riguardare sia programmi o attività specifiche, sia il complesso delle attività svolte.
Nel disegno di un sistema di valutazione completo, è senz’altro indispensabile definire le interazioni e i necessari raccordi tra i processi di autovalutazione e valutazione interna e di valutazione esterna, ma oltre a ciò è importante anche prevedere una valutazione esterna di tipo istituzionale che leghi i momenti di autovalutazione a quelli di valutazione esterna con riguardo al complesso delle strutture e delle attività svolte da una sede universitaria. La valutazione istituzionale consente, infatti, di considerare l’istituzione come un unico soggetto decisionale, esaminando simultaneamente l’insieme delle strutture e delle attività che vi si svolgono - didattica, ricerca, aspetti gestionali, servizi – in modo da evidenziare la qualità ed il grado di raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Per questo motivo l’Osservatorio ha ritenuto opportuno avviare un Programma di valutazione istituzionale delle università (Progamma VIU), che inizialmente è portato avanti a titolo sperimentale da parte dei componenti dell’Osservatorio stesso, in modo da verificare sul campo le metodologie più opportune ed acquisire le necessarie indicazioni per predisporre apposite linee guida per la implementazione del programma VIU, che a regime verrà svolto da apposite Commissioni di valutazione (tipo peer review).
Nel predisporre il programma VIU si tenuto conto delle principali esperienze di valutazione effettuate all’estero e in Italia, con particolare riferimento a quelle di valutazione istituzionale e alla possibilità di estendere tali approcci al contesto italiano. Riteniamo pertanto opportuno, prima di passare ad illustrare il programma VIU, fornire al lettore una breve panoramica di quanto è stato fatto e viene fatto al livello europeo (sulla base di una analisi svolta dalla segreteria tecnica dell’Osservatorio), in modo da inquadrare meglio l'ambito in cui si situa il programma dell’Osservatorio.
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